Ovunque si vada (forum, social network, piazza, bar) ci si imbatte
quasi sempre in un covo di fanatici tolkeniani e perciò è inutile scrivere una
nota celebrativa su Il Signore degli anelli (si tratta di un libro che
esercita un fascino difficile da far capire a chi non l’abbia letto). Ritengo
invece più interessante fare una cosa più stronza e provocatoria, oltre che
sommamente istruttiva: vale a dire, fare le pulci a quest’opera elefantiaca e
metterne in luce le incongruenze (o quelle che mi sembrano tali).
Peraltro,
nell’epistolario (The Letters of J.R.R. Tolkien [1981], tr. it. La
realtà in trasparenza. Lettere 1914-1973, Rusconi 1990, ried. Bompiani 2001)
trovo un interessantissimo accenno da parte dello stesso Tolkien alla difficoltà
di evitare errori di vario tipo in un’opera vasta come Il Signore degli
anelli. Il 31 ottobre 1948, cioè circa sei anni prima della pubblicazione
della trilogia, egli scrive a Hugh Brogan, all’epoca uno studente: «Sono felice
di poter annunciare che sono finalmente riuscito a portare a termine con
successo Il Signore degli anelli (…). Penso che esista la possibilità che
venga pubblicato, anche se è un libro troppo grosso perché l’editore ci guadagni
(e men che meno l’autore): arriverà a 1200 pagine. Comunque la lunghezza non è
di ostacolo a quelli a cui piace questo genere di cose. Se soltanto il trimestre
non mi avesse preso di nuovo alla sprovvista, avrei revisionato il tutto – è
sorprendentemente difficile evitare errori e scambi di nomi e tutti quegli
sbagli nei particolari in un lavoro lungo, come spesso i critici, che non hanno
mai provato a scriverne uno, dimenticano – per mandarlo ad una dattilografa»
(Lettera n. 117, p. 151). Naturalmente, per non rientrare nella schiera dei
critici di cui parla Tolkien, lo scopo che mi propongo con le mie segnalazioni
non è denigratorio, ma conoscitivo: gli esperti tra di voi sono chiamati o ad
allungare la lista o a chiarire e smontare le mie perplessità.
1)
Quando è ritornato Bilbo? Ne Lo Hobbit, ed. Bompiani 2000, cap.
XIX, p. 366, si dice che Bilbo ritorna alla Contea dal suo famoso primo viaggio
il 22 luglio (del 2942 = 1342 C.C.), mentre nel “Prologo” de Il Signore degli
anelli si legge: «Ritornò a Casa Baggins il 22 giugno» (p. 39).
2)
La freccia di Boromir. A p. 545, Pipino, prigioniero degli Orchetti
insieme a Merry, ricorda gli ultimi avvenimenti e ripensa a Boromir che si è
immolato per difenderli: «l’ultima immagine che portava incisa nella memoria era
Boromir appoggiato a un albero che estraeva una freccia dal suo petto». Ma a p.
909, lo stesso Pipino così racconta a Denethor, padre di Boromir, la morte del
figlio: «quando lo vidi per l’ultima volta era accasciato ai piedi di un albero
e si strappava un dardo piumato di nero da un fianco». Chiedo lumi a chi ha a
portata di mano il testo originale: petto o fianco? Traduzione allegra o lapsus
di Tolkien? O pietosa bugia di Pipino a un padre?
3) Il punto
d’incontro tra due fiumi. A p. 967, così Tolkien descrive la partenza da
Edoras (capitale del regno di Rohan) del Re Théoden a capo del suo esercito in
marcia verso la battaglia finale di Minas Tirith: «Galopparono sempre più avanti
nell’ombra. Quella notte si accamparono fra i boschetti di salici ove
l’Acquaneve si univa all’Entalluvio, dodici leghe ad est di Edoras». Come
certamente saprete, Il Signore degli anelli è accompagnato da una
indispensabile cartina geografica dei luoghi in cui si svolge la vicenda, che io
ho tenuto sempre aperta davanti a me, segnandoci sopra di tutto (itinerari e
nomi di regioni, monti, laghi, fiumi e città in essa non indicati ma menzionati
nel testo). Ora, il dato geografico presente nel passo citato è in notevole
contrasto con la cartina, perché qui il punto di congiunzione tra l’Acquaneve e
l’Entalluvio è situato molto più a nord-est del tracciato della via che collega
Edoras a Minas Tirith. Se quest’ultima dista “più di cento leghe” da Edoras
(come dice lo stesso Théoden all’hobbit Merry nella pagina precedente), allora,
stando alla cartina, usando un righello e facendo una semplice proporzione, si
deve dedurre per forza che il punto in cui i due fiumi si incontrano dista non
meno di trentacinque leghe da Edoras, e non dodici, come dice il testo. Secondo
me l’errore è nella cartina e non nel testo, perché l’esercito ha molta fretta
ed è inconcepibile che per dirigersi ad est faccia un così largo giro verso
nord-est.
[In effetti, come ho scoperto dopo aver scritto quanto
sopra, nella versione aggiornata e corretta della stessa Mappa che Christopher
Tolkien ha accluso al volume dei Racconti incompiuti (uscito nel 1980,
tr. it. Rusconi 1981, ried. Bompiani 2001), il punto di congiunzione è segnato
molto più a sud, in accordo col testo de Il Signore degli anelli (la cui
Mappa è anch’essa opera di Christopher). Cfr. anche Racconti incompiuti,
Introduzione, pp. 23-25, dove Christopher spiega i motivi dell’aggiornamento
della Mappa 25 anni dopo]
4) Pungolo, la spada di Frodo. A
pag. 1091, dopo averlo ritrovato e liberato in cima alla Torre di Cirith Ungol,
Sam dice a Frodo: «Non hanno preso tutto! Mi avevate prestato Pungolo,
ricordate, e la fiala della Dama. Li ho ancora tutti e due». Ad essere pignoli,
mentre può ricordare di avergli prestato la fiala lucente di Galadriel (cfr. p.
871: «Tieni, prendi la fiala-stella. Non temere. Reggila in alto e sorveglia»),
Frodo non può ricordare di aver prestato a Sam la propria spada, perché
quest’ultimo la prese per affrontare Shelob mentre Frodo era privo di sensi,
ferito quasi a morte dal mostro (cfr. p. 877). Tant’è vero che Sam, dopo aver
messo in fuga Shelob e credendo che il suo padrone fosse morto, gli dice poco
dopo tra le lacrime: «Se devo andare avanti… allora, col vostro permesso, ho
bisogno di prendervi la spada, signor Frodo» (p. 881).
5) L’Alberello
Bianco di Gondor. A pag. 1159 si racconta del ritrovamento da parte di
Aragorn dell’Alberello Bianco sulle nevi del Monte Mindolluin (simbolo della
rinascita del reame di Gondor). Ebbene, dal contesto si evince chiaramente che
ci troviamo nel mese di maggio del 3019 (cfr. p. 1157: «Passarono così giorni
felici, e l’otto di maggio i Cavalieri di Rohan partirono»; «siamo soltanto a
maggio…»), e infatti alle pagg. 1159-1160 si dice: «Ed Aragorn piantò il nuovo
albero nel cortile presso la fontana, ed esso crebbe rapido e felice; e quando
arrivò il mese di giugno era carico di fiori». Più chiaro di così si muore:
eppure nella Cronologia dell’Appendice B (p. 1309) è detto che Aragorn trova
l’Alberello Bianco il 25 giugno!!
6) L’Ultima Cavalcata dei Custodi
degli Anelli. È il 5 ottobre 3019, il Signore degli Anelli è stato
annientato ed Elrond, nel salutare Frodo che sta per lasciare Gran Burrone per
ritornare finalmente alla Contea, dice: «Fra un anno circa, verso questa
stagione, quando le foglie s’indorano prima di cadere, cerca Bilbo nei boschi
della Contea. Io sarò con lui» (p. 1177). In effetti Frodo incontrerà Elrond nei
boschi della Contea insieme a Galadriel e Bilbo (p. 1223), e con loro si
dirigerà presso i Rifugi Oscuri (dove li attende anche Gandalf) da dove
intraprenderanno il viaggio senza ritorno sul mare occidentale, cui i Portatori
dell’Anello sono destinati. Il problema però è che tale incontro avverrà DUE
anni dopo, e per l’esattezza il 22 settembre 3021 (giorno del 131° compleanno di
Bilbo e del 53° compleanno di Frodo), come si desume inequivocabilmente dal
testo («arrivò il 1421 [=3021]», p. 1220; «il ventuno settembre [Frodo e Sam]
partirono insieme […] e il ventidue settembre, sul calar della sera, giunsero in
prossimità dei margini del bosco», p. 1222) e dalla Cronologia dell’Appendice B
(p. 1310). La cosa è ben strana perché Elrond, Uomo-Elfo Portatore del più
potente dei 3 Anelli Elfici (cfr. p. 1223), Signore di Gran Burrone, Maestro
nell’Arte della Guarigione (cfr. p. 284), praticamente immortale, non è certo il
tipo da sbagliare una previsione del genere: ora, se non lo sa LUI quando deve
partire per l’ultimo viaggio della sua vita, chi lo dovrebbe sapere?
P.S. Qualche altra piccolezza si può trovare confrontando la Cronologia
(Appendice B) con gli alberi genealogici (Appendice C). Per esempio, stando alla
Cronologia (p. 1302), Sam è nato nel 2983 della Terza Era (= 1383 nel Calendario
della Contea), mentre il suo albero genealogico (p. 1317) porta la data 1380
C.C. (cioè 2980 della Terza Era).